Tailored Silence – Appunti
Tailored Silence nasce da una sottrazione.
All’inizio c’era una struttura molto forte: il completo, le linee, un’immagine quasi troppo ordinata. Funzionava, ma rischiava di chiudersi da sola.
I piedi nudi arrivano lì. Non per estetica, ma per necessità.
Serviva togliere rigidità, far entrare qualcosa di più vero. Da quel momento non stai più guardando un outfit, ma una presenza.
Con Maka il lavoro è stato diretto.
Non interpreta, non costruisce. Sta.
C’è un controllo evidente, ma non diventa mai rigidità.
A un certo punto, quasi ridendo, mi ha detto:
“Per me posare è un gioco.”
E si vede.
C’è una leggerezza che tiene tutto in equilibrio.
Le pose sono precise, ma non sono mai chiuse. Restano vive, con piccoli cedimenti che le rendono credibili.La luce segue questa direzione.Non cerca effetto, non invade. Disegna e si ferma.Le ombre rimangono, non vengono corrette. Il set è essenziale, tutto quello che non serve resta fuori.
Anche il lavoro con Silvia è andato in questa direzione.Il make-up è pulito, controllato, presente ma mai protagonista. Serve a sostenere, non a costruire.Dietro le immagini c’è questo: togliere il superfluo e lasciare spazio.Un equilibrio sottile, tra controllo e abbandono.
È lì che il progetto si regge.






Il progetto completo è visibile nel portfolio.
CREDITI
Modella: Maka Strazzullo
Make up Artist: Silvia Manco
